La nascita del „paesaggio agrario“moderno

 

Ciò che per noi rappresenta oggi un’alternarsi scontato di prati e boschi, in origine non esisteva.
Quando, 12.000 anni fa, terminò l’epoca glaciale ed i terreni delle fredde steppe si disgelarono,
spuntò una nuova vegetazione. Gli ecologi suppongono che passarono soltanto alcune migliaia di anni finché tutta l’europa centrale fu coperta da una fitta foresta.
Sebbene le foreste presentassero di zona in zona una composizione diversa, esse erano composte soprattutto di querce, carpini e faggi che costituivano la parte principale dei tipi di piante 12. Così era fino a duemila anni fa.

 Gabriele-Stiftung - Hügelige Landschaft mit Feldern, Wiesen und Wäldern

Solo dopo il periodo delle grandi migrazioni dei popoli, iniziarono i notevoli dissodamenti che fecero posto al paesaggio agrario dei successivi mille anni, costituito dal collegamento tra campi e boschi ed insediamenti umani. Un terzo rimase zona boschiva e il resto era composto da pascoli, prati e campi, boschetti, corsi d’acqua e frutteti; un’intreccio di svariati spazi vitali, nei quali una molteplicità di piante ed animali trovarono il proprio habitat. La fusione tra le superfici coltivate e la natura in un paesaggio in cui si alternano prati, boschi e villaggi, ci è stata trasmessa in modo suggestivo da pittori e poeti. Naturalmente l’idillio è sempre stato turbato dal coltello dell’uomo macellaio e dalla caccia.

Alla fine del 18. secolo, le foreste erano state sfruttate e disboscate al punto che si profilava la minaccia di una catastrofe ambientale. Se si voleva evitare che il terreno non si trasformasse velocemente in steppa, era indispensabile far crescere rapidamente nuove foreste. Questo condusse alla moderna economia forestale, alla quale è da ricondurre l’odierna immagine dei boschi. I tipi di alberi a crescita veloce, soprattutto abeti rossi, dovevano assicurare il fabbisogno di legna e offrire protezione ai terreni e alle falde acquifere. Si riuscì a rimboscare a stento appena un terzo del paesaggio dell’europa centrale, tuttavia le foreste selvagge dei tempi passati si erano ormai trasformate in monoculture con il loro aspetto monotono.

Per alcuni decenni sopravvissero filari e macchie di alberi in mezzo al mosaico di campi e prati che si era costituito nel corso di secoli. Dalla metà del secolo scorso anche questo scomparve. Fiori ed erbe di campo caddero vittima del calendario dei diserbanti degli agricoltori. Il paesaggio agrario costituito da piccoli spazi collegati tra loro si trasformò nella monocultura della moderna industria agraria che fa uso di concimi artificiali e di macchinari sempre più perfetti, che sfruttano i terreni al massimo, impoverendoli sempre più. La ricomposizione fondiaria e la deviazione dei corsi d’acqua, l’asfalto e il livellamento dei terreni, hanno provveduto a creare un paesaggio adatto al lavoro con le macchine, in cui gli spazi vitali per gli animali sono divenuti sempre più limitati

Se nel corso di migliaia di anni lo sviluppo del paesaggio agrario aveva portato ad una molteplicità incredibile di piante ed animali in Europa, ora gli animali perdono sempre più la loro patria. La convivenza tra diversi biotopi fu sostituita da strutture rigide disegnate a tavolino, in cui lepri, topi, starne, quaglie e molti altri animali non trovarono più il proprio rifugio. Le erbe del campo sono ora divenute “erbacce”, e si è fatto posto solo a ciò che puó portare profitto. Maiali e manzi, galline e oche, che gioivano della loro vita in libertà nella natura, finirono in gran parte in squallide e tristi stalle di allevamenti intensivi, dove si producono ondate di liquame con cui l’agricoltura moderna avvelena i campi. L’utilizzo di concimi e antiparassitari forti causò la morte di molte specie. Molti animali non ebbero più a disposizione le piante di cui prima si cibavano. La lista rossa delle specie a rischio di estinzione diviene sempre più lunga; queste sono le conseguenze dell’agricoltura industriale.

„Dove domina l’agricoltura e dove l’economia forestale ha standardizzato le strutture dei boschi, la maggior parte delle specie soffre. In Germania, più di due terzi delle specie attuali in forte riduzione o in pericolo di estinzione, sono colpite dallo sviluppo dell’agricoltura.
Tuttavia, non sono caduti vittime dell’agricoltura soltanto fiori colorati e farfalline svolazzanti, il canto delle allodole, le starne e le lepri. Essa dovrebbe essere classificata come l’elemento più inquinante dell’ambiente, perché i suoi effetti minacciano, attraverso le falde acquifere, la nostra acqua potabile, e l’unificazione delle superfici di produzione ha sottratto molto del fascino e della bellezza del paesaggio. E questo colpisce in modo diretto il mondo umano, il nostro ambiente13.“

 Abholzung von Wäldern beschleunigt den Öko-Kollaps
Questa è la constatazione di un ecologo che ritiene necessario promuovere un maggior rispetto nei confronti degli animali e per il bene dell’umanità. La Fondazione Gabriele agisce direttamente a favore degli animali e crea per essi spazi vitali che l’uomo ha sottratto loro.

Gabriele lo espresse a senso come segue:

Erdöl-Bohrinsel - Ausbeutung und Vergiftung der NaturUna volta la terra aveva campi rigogliosi, prati splendenti e foreste sane. Oggi sono malate e anche gli animali si ammalano per questo. Le sorgenti d’acqua sono sempre più rare, i ruscelli scompaiono perché il livello delle falde acquifere si è abbassato a causa degli interventi dell’uomo. Le foreste, dimora di molti animali, vengono abbattute e bruciate. I nostri fratelli animali sono senza patria. Assistiamo sempre più alla distruzione radicale del paesaggio e dobbiamo inevitabilmente batterci il petto e dire: siamo noi uomini che lo permettiamo“. Ma la natura e gli animali invocano e si rivolgono al nostro cuore:“Aiutateci, noi cerchiamo la nostra dimora, i boschi, i campi. Cerchiamo i prati che hanno erbe e frutti sani. Cerchiamo ciò che il Dio Creatore, che è la vostra e la nostra vita, ha previsto per noi ”. Piccoli esseri viventi implorano: “Abbiamo bisogno di biotopi, di terreni sani ed acqua pura”.Molti animali si lamentano: “Abbiamo sete, abbiamo bisogno di acqua pulita!”I boschi chiedono: “Aiutateci, avremmo ancora molti anni da vivere per donare a voi uomini ossigeno e forza vitale. Oh voi uomini, aiutateci e fatelo in fretta!
Insieme, uomini buoni e noi, la natura e gli animali, potremmo creare in poco tempo uno spazio vitale in cui potremmo vivere tutti in pace ed in unità”. Cari amici della natura e degli animali! Tutto ciò non deve rimanere un sogno, ma deve divenire presto visibile in modo che noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli, possiamo vivere in pace con la natura e con gli animali, affinché noi uomini possiamo ricevere la benedizione che scorre dall’unità della vita.

Ma la natura e gli animali invocano e si rivolgono al nostro cuore:
Aiutateci, noi cerchiamo la nostra dimora, i boschi, i campi. Cerchiamo i prati che hanno erbe e frutti sani. Cerchiamo ciò che il Dio Creatore, che è la vostra e la nostra vita, ha previsto per noi ”.
 

Piccoli esseri viventi implorano:
“Abbiamo bisogno di biotopi, di terreni sani ed acqua pura”.Molti animali si lamentano: “Abbiamo sete, abbiamo bisogno di acqua pulita!”

I boschi chiedono: “Aiutateci, avremmo ancora molti anni da vivere per donare a voi uomini ossigeno e forza vitale. Oh voi uomini, aiutateci e fatelo in fretta!

Insieme, uomini buoni e noi, la natura e gli animali, potremmo creare in poco tempo uno spazio vitale in cui potremmo vivere tutti in pace ed in unità”.

 Cari amici della natura e degli animali! Tutto ciò non deve rimanere un sogno, ma deve divenire presto visibile in modo che noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli, possiamo vivere in pace con la natura e con gli animali, affinché noi uomini possiamo ricevere la benedizione che scorre dall’unità della vita.


 


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